I DAE (Defibrillatori Automatici Esterni) sono veramente alla portata di tutti.
Parlano (letteralmente... e anche a voce alta!

) con l'operatore spiegando quello che deve fare, hanno disegni evidenti che spiegano dove si applicano le piastre ma soprattutto fanno loro la "diagnosi" e sono loro a chiedere all'operatore di premere il tasto per la scarica.
Se non rilevano uno stato di fibrillazione ventricolare non scaricano nemmeno se l'operatore preme il pulsante.
Inoltre guidano le persone durante il massaggio cardiaco, dando il tempo e dicendo se le compressioni sono efficienti.
Da una parte sono totalmente sicuri se la persona non è in arresto cardiaco (perchè non entrano in azione ed avvisano il soccorritore che non deve praticare il massaggio) e dall'altra portano la percentuale di sopravvivenza dal 2% all'85% in caso di fibrillazione ventricolare improvvisa, indicata erroneamente come "arresto cardiaco" (diverse le percentuali, invece, in caso di infarto)
In ufficio da me, lo scorso anno, siamo riusciti a salvare una collega di 50 anni, madre di un bimbo di 12, grazie a 3 scariche del DAE...
Quando è arrivata l'ambulanza con il medico il cuore batteva già autonomamente.
Adesso è qui, al lavoro, seduta nella stanza accanto che fa la sua vita esattamente uguale a prima...
...e nessuno di noi aveva fatto corsi per l'uso di quell'apparato.