Consumi & Prestazioni
Anche in auto, come in casa, stare in condizioni di umidità e di temperatura ideali ha un prezzo. Se su una potente media o su un’ammiraglia l’aumento di consumo e il calo di prestazioni conseguenti all’inserimento del compressore del condizionatore sono irrilevanti, sulle vetture meno potenti l’assorbimento di potenza (fino a 5 kW) si fa sentire.
I progettisti, sulle utilitarie più che su altre vetture, devono compiere una scelta: favorire il confort termico o le prestazioni. Se si desidera raffreddare l’abitacolo nel minor tempo possibile, il compressore del climatizzatore deve funzionare di continuo a pieno regime, ma così facendo l’assorbimento di potenza è tale da compromettere la guidabilità, soprattutto in città. Per questo, premendo a tavoletta l’acceleratore la centralina disinserisce temporaneamente il compressore per favorire la vivacità di marcia, ma così dopo pochi secondi dalle bocchette esce aria non raffreddata. Il consumo, soprattutto in città, può aumentare del 10% e la ripresa può registrare peggioramenti dal 5% al 10%.
In futuro la diffusione di compressori migliorati e abbinati a un’elettronica di gestione più sofisticata ridurrà anche sulle utilitarie l’assorbimento di potenza e quindi il peggioramento in termini di prestazioni e di consumo.
Più un motore è efficiente, ossia riesce a trasformare buona parte dell’energia contenuta nel combustibile in potenza meccanica, tanto meno calore viene dissipato nel liquido dell’impianto di raffreddamento. Poiché tale liquido viene anche utilizzato per cedere calore all’impianto di riscaldamento dell’abitacolo, si comprende come i motori dal rendimento più elevato (i moderni diesel) possano peggiorare il confort dei passeggeri nella stagione invernale, dal momento che non riescono a scaldare abbastanza in fretta l’abitacolo. E poiché i diesel iniezione diretta hanno un’efficienza decisamente più elevata rispetto ai benzina e ai precedenti diesel precamera, su alcuni modelli (soprattutto di classe media ed elevata) le Case offrono un riscaldamento ausiliario.
In pratica, un po’ come avviene nell’impianto di riscaldamento autonomo di un appartamento, viene installata nella vettura una mini caldaia a gasolio che provvede a mandare rapidamente in temperatura l’acqua del motore. Paradossalmente, quindi, i diesel più parchi nella stagione fredda costringono a bruciare a parte, per il riscaldamento, una quota del gasolio risparmiato dal motore.
Di solito il bruciatore supplementare si attiva automaticamente quando la temperatura esterna scende sotto gli 8 °C e il liquido motore non ha ancora raggiunto i 70 °C. Se si spegne il diesel pochissimo tempo dopo un avviamento a freddo, si può sentire un ronzio proveniente dal cofano motore e si può avvertire il tipico odore di gasolio combusto: è il mini bruciatore ausiliario che, per un certo periodo, continua a funzionare anche a motore spento.
Sulle vetture più piccole viene invece montato un riscaldatore supplementare elettrico, che si inserisce solo a motore avviato, per non affaticare la batteria.
La tecnologia
L’elettronica di gestione, più raffinata e coadiuvata da speciali sensori, ha fatto compiere un grande salto di qualità ai climatizzatori. Ne sono un esempio il sensore d’irraggiamento solare, il sensore ottico per rilevare l’eventuale appannamento del parabrezza e un sensore che rileva la qualità dell’aria esterna per gestire il ricircolo automatico.
Il sensore d’irraggiamento è molto utile, perché consente di regolare i flussi d’aria non basandosi soltanto sui dati di temperatura esterna e nell’abitacolo. Per esempio, in una giornata invernale assolata ma gelida, un impianto privo di tale sensore continuerebbe a immettere aria calda, mentre il sensore d’irraggiamento percepisce che, per esempio, i raggi solari colpiscono il finestrino lato guidatore e, quindi, sul lato sinistro della vettura occorre immettere aria più fresca per compensare l’irraggiamento solare.
Fonte:
www.quattroruote.it
www.quattroruote.it/manutenzione/index.c...5024&canaleuscita=-1
Qui invece una brochure che illustra come è collegato un compressore per aria condizionata (vecchio modello fiesta TDCI)
www.semantica.it/upload/File/demo/fiesta-ac-1.pdf
Per quanto riguarda le variazioni del motore al minimo è evidente che se accendo tutti i dispositivi (con la macchina ferma ed al minimo) la centralina deve accelerare il motore per consentire all'alternatore di fornire un minimo di energia, altrimenti la sola batteria non sarebbe in grado di farvi fronte e l'auto si spegnerebbe. Ma se l'auto è in movimento e l'alternatore lavora a regime, il consumo di carburante resterà lo stesso indipendentemente dai dispositivi elettrici utilizzati.