Fabietto1990 ha scritto:il problema è proprio che chi cerca di studiarle queste cose viene bloccato togliendogli il microscopio

non si scopriranno mai i veri effetti e le conseguenze così!! però la spiegazione del dott. montanari mi sembra più che logica...se le
E invece a me la spiegazione di Montanari non mi sembra per niente logica, e non mi ha convinto per niente, mi dispiace.
Mi convincono molto di più gli altri studi e le altre spiegazioni che ho letto in giro.
Comunque ti ripeto che con il microscopio elettronico non puoi misurare un bel niente... puoi sicuramente osservare e studiare, ma misurarne la quantità no...
Montanari (laureato in farmacia) si definisce lui stesso un "esperto di nanopatologie", in pratica studia i potenziali effetti sull'ambiente e sulla salute umana delle nanoparticelle. E' una branca della medicina legale, del lavoro e delle assicurazioni.
Non è un chimico, né un ingegnere chimico; se si parla di catalizzatori e/o DPF (o altro) io mi fido di più di ricerche fatte da laboratori specialistici, con strumenti adatti e da persone che lavorano su quegli argomenti specifici, piuttosto che di qualcuno che fa ricerche nel campo medico/farmaceutico.
Ovvio che se invece si tratta di dimostrare un legame tra un cancro e le nanoparticelle (non per forza il particolato prodotto dai motori a combustione interna) mi fido più di Montanari che dell'Agip o dell'SSC, ma semplicemente perché quello delle malattie legate alle nanoparticelle è mestiere di Montanari, e invece non è mestiere di Agip o SSC.
Non puoi chiedere ad un medico di valutare la funzionalità di un catalizzatore/DPF, così come non puoi chiedere ad un chimico o ingegnere chimico di valutare le malattie legate alle nanopolveri.
Se devi riparare uno sportello di chi ti fidi, del gommista o del carrozziere? Il discorso è simile